Sunday, January 15, 2006

Leonardo Capo Cuoco

Le invenzioni del vinciano in cucina Leonardo Romanelli Di Leonardo sappiamo tutto (o quasi) e conosciamo la vastità dei suoi interessi e delle sue invenzioni, grazie alle quali è stato definito col meritatissimo titolo di 'genio cosmico'. Sapevamo anche delle sue passioni gastronomiche e curiosità alimentari. Ma i dettagli più particolareggiati ci vengono dalle 'annotazioni culinarie' contenute nel Codex Romanoff, finito in Russia nel 1865.A vent'anni Leonardo venne assunto come cameriere nella 'Taverna delle tre Lumache', in prossimità del Ponte Vecchio, dove venne poi promosso capo cuoco. Ma non ebbe grande successo: infatti le sue innovative pietanze venivano disposte in piccole quantità nei piatti, anche se preparate con gusto artistico. In pratica alla vecchia consuetudine delle mangiate medievali, Leonardo voleva sostituire un vitto più fine, in armonia con lo spirito rinascimentale.Tornò quindi nella bottega del Verrocchio, dove conobbe Sandro Botticelli (l'amico di cuore) col quale - udite, udite! - aprì un'osteria chiamata 'All'insegna delle tre ranocchie di Sandro e Leonardo, dove la clientela dovette superare non poche difficoltà per imparare a leggere il menu, scritto da destra a sinistra dal mancino Leonardo. Tanto che il Botticelli pensò bene di disegnare le varie pietanze: capretto bollito, carciofi, rognone di agnello, ranocchie fritte (specialità della casa), cetrioli, carote. Malgrado l'inventiva culinario-artistica, ritenuta forse per quei tempi troppo rivoluzionaria, l'osteria chiuse e i due tornarono dal Verrocchio.Leonardo, amareggiato per la situazione fiorentina, emigrò a Milano in casa Sforza, da Ludovico il Moro ('che stava a tavola in modo indecoroso', annota il vinciano).Visitando il castello Sforzesco Leonardo propose una razionale e funzionale sistemazione della grande cucina: ideò una fonte di calore costante per cucinare, utilizzando una provvista di acqua bollente; inventò al cuni marchingegni per pelare, triturare e affettare i vari ingredienti; studiò il modo di mandar via i cattivi odori e il fumo; costruì un apparecchio per automatizzare l'arrosto. Per tenere pulito il pavimento impiegò due buoi che spingevano un enorme spazzolone; mentre un getto d'acqua doveva servire a spegnere il fuoco in caso d'incendio. Finalmente si arrivò al giorno dell'inaugurazione, ma il risultato fu disastroso: i marchingegni crearono disagio fra le centinaia di invitati e i buoi impauriti cominciarono a correre e a insudiciare la cucina con i loro escrementi. Un vero fiasco.Leonardo ebbe poi un'altra intuizione, anche questa modernissima: anticipatore delle teorie di Taylor e di Ford, suggerì l'uso della musica (aveva suonato per anni il liuto), perché a suo avviso 'il personale delle cucine avrebbe lavorato meglio e più allegramente'.Ludovico il Moro, dopo la caotica esperienza culinaria, lo inviò al convento di Santa Maria delle Grazie, dove Leonardo realizzò alcuni dei suoi capolavori. Ma non rinunciò mai alla sua grande passione gastronomica. Infatti il priore disperato scrisse a Ludovico: 'Mio signore, sono passati due anni da quando mi avete inviato il maestro Leonardo; in tutto questo tempo io e i miei frati abbiamo patito la fame, costretti a consumare le orrende cose che lui stesso cucina e che vorrebbe affrescare sulla tavola del Signore e dei suoi apostoli'.Quando morì, nel 1519, Leonardo lasciò metà del suo patrimonio alla fedele cuoca, insieme al 'brevetto' di una serie di innovazioni come il cavatappi, l'affettatrice e il trita-aglio, chiamato ancora oggi dai cuochi 'Il Leonardo'.

5 Comments:

At 15/1/06 8:07 pm, Blogger Black Paul said...

Un 10 cum lauda al "prelibato" XBacco che, mescolando, da buon hoste, storia, poesia e profumi, ci mostra che il mangiar bene.. non è soltanto questione di forchetta

 
At 16/1/06 8:24 am, Blogger Babba said...

Il cibo è un'arte....nonostante sian appena le 8 mi sta venendo fame...

 
At 17/1/06 11:06 pm, Blogger Union-Jack said...

quando dici leonardo hai detto tutto.....una spanna sopra a tutti gli altri.....senza dubbio il padre della moderna scienza sperimentale; un genio a tutto tondo, scultore, pittore, musicista, cuoco, scienziato e soprattutto uomo di mondo.

di uomini cosi' ne nasce uno ogni millennio (andatelo un po a spiegare a berlusca).

 
At 18/1/06 8:10 pm, Blogger StarPitti said...

PerBacco mi viene in mente, leggendo il post, che la tua curiosità nell'arte del cibo è uno dei tuoi punti di forza. Per i più attenti lo si poteva notare anche dal Menù che presenti quotidianamente accompagnato dall'ormai intramontabile pensiero di Giacomo Bologna:

"Costruitevi una cantina
ampia, spaziosa, ben areata e
rallegratela di tante belle bottiglie,
queste ritte, quelle coricate,
da considerare con occhio amico
nelle sere di primavera,
estate, Autunno e Inverno,
sogghignando
al pensiero di quell'uomo,
senza canti e senza suoni,
senza donne e senza vino,
che dovrebbe vivere
una decina d'anni più di voi."



Giacomo Bologna

 
At 20/1/06 2:18 am, Blogger Xbacco said...

Meditate astemi Meditate

 

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