Thursday, September 14, 2006

In truciolo veritas: MONOPOLIS.

I produttori di vino dei Paesi emergenti, dall'Austra­lia al Sud Africa, hanno da tempo scoperto che per i vini di prezzo basso è possibile ottenere ottimi risultati sostituendo la costosa permanenza in botte di qualsiasi tipo con la immersione nel vino di trucioli di legno per un certo periodo di tempo.
Questa tecnica ha permesso ai produttori di quei Paesi di immettere nei mercati internazionali vini di ottima qualità a prezzi molto contenuti.
La vecchia Europa è stata a guardare per un bel po' continuando a proibire questa pratica ma di fatto chiu­dendo tutti gli occhi disponibili nei confronti di chi l'aveva adottata anche qui da noi.
Qualche mese fa l'Europa si è svegliata e ha emanato nuove norme che consentono di utilizzare i trucioli che in termine tecnico sono chiamati "chips". Apriti cielo!!!!
I grandi coloni del vino e politici di alto livello, compreso il presidente del Senato, hanno sparato a zero contro quella che hanno definito una sofisticazione legalizzata.
Noi, per fortuna assieme a molti esperti seri e docu­mentati, abbiamo preso invece nettamente posizione a favore della libertà di competere con gli stranieri ad armi pari, anche usando bene i trucioli. Piuttosto che un vino costoso con invadente sapore di legno derivante da un improvvido uso delle barrique, preferisco nettamente un buon vino di prezzo contenuto al quale è stato dato, con sapiente e metodica applica­zione della tecnica dei trucioli. Ciò che di buono il legno può dare.
L'uso dei trucioli non è pratica di sofisticazione del vino. E' una pratica di affinamento legittima tanto quanto l'uso delle barrique. Serve per essere in grado di imporsi sui mercati con un prodotto che ha il gusto e il prezzo richiesto dai con­sumatori.
Questo è l'unico dato che conta e l'unica ra­gione per la quale proibirlo o ingabbiarlo in normative bizantine sarebbe stupido e suicida per un Paese come il nostro nel quale l'export del vino rappresenta una vo­ce fondamentale della bilancia dei pagamenti.

Se i concetti di cui sopra non bastassero a chiudere l'argomento, ecco venirci in aiuto un gruppo di giovani studenti del master in Marketing e Management delle Imprese Vitivinicole.
Questi ragazzi di Firenze hanno deciso di mettersi alla prova e si sono dati la sfida di produrre e lanciare un vino nuovo.
Il vino si chiama Monopolis; l'allusione e ovviamente riferita al famoso gioco da tavola, in quanto questo vino è esplicitamente costruito cioè "falso come i soldi e gli al­berghi del Monopoli". Si tratta di un uvaggio di Sangio­vese e Sirah assemblati da un imbottigliatore toscano. Il vino è stato affinato con la tecnica dei trucioli. Sembra che il Monopolis sia venuto molto più buono di quello che ci si potesse immaginare. Potrà essere venduto a 4,60 curo ma purtroppo non po­trà indicare in etichetta come è stato prodotto a causa delle idiote leggi del nostro antiquato sistema.


Tratto da: IL MIO VINO numero 9 di settembre ’06.


Meditate gente meditate.(nd..xb)

Vi rimando ad un articolo di approfondimento sulla questione "Chips" e sulla proposta del "Chips Free".

4 Comments:

At 14/9/06 8:32 pm, Blogger StarPitti said...

Xbacco è tornato...

...e non scherza un cxxxo!

*piTTi

 
At 15/9/06 3:18 pm, Blogger Black Paul said...

Un grande, atteso, gradito... quasi insperato ritorno.

Si ringrazia la Telecom (unico caso in assoluto di ringraziamento a tale "ente") per aver ripristinato il collegamento internet del nostro enogastronomo di fiducia!!!

--ciao ciao--

BP-)

 
At 15/9/06 7:29 pm, Blogger Ambisinistro said...

Mitico Xbacco! Post stra-interessante. Tendenzialmente, mi schiero contro i chips anche perchè ritengo che il passaggio in barrique debba essere eseguito magistralmente... Viceversa, è meglio non barricare affatto. In sostanza, secondo me, o il barrique è ottimo o è pessimo. Non credo che il trucciolo aiuti nella competizione, perchè permette di ingannare solo i palati che probabilmente del barrique non ne sentono nemmeno il bisogno. Ritengo che chi è in grado di apprezzare e di ricercare consapevolmente un buon barrique, comunque, non compri un prodotto di fascia bassa soltanto perchè estremamente economico. Mah. Mi piace l'articolo di Aristide e condivido particolarmente l'affermazione che: "Il vino è la trasformazione alimentare di un frutto
Il liquido prodotto dall'uva deve ricondurci ad essa ed agli elementi più tipici del suo territorio. Non deve sapere di quercia, cedro, muschio, catrame, tabacco, aia di fattoria o stalla, cerotto, ecc." che, dal mio punto di vista, taglia la testa al toro.

Mitico Xbacco!

 
At 18/9/06 10:41 pm, Blogger Union-Jack said...

che non diventi la storia di quel tizio a cui il caffe' faceva sempre venire mal di testa....si dimenticava di togliere il cucchiaino.....MORALE: togliamoli i truccioli !

ciao

 

Post a Comment

<< Home