Monday, January 09, 2006

AVANGUARDIE D'ORIENTE


Il cinema orientale giunge nelle nostre sale ad ondate successive, spesso tipologiche e rappresentative dei cambiamenti sociali ed economici del paese di provenienza. Fa molto parlare di sé, ultimamente, il cinema coreano che ci ha regalato splendidi e sofisticati esempi di allegorie della solitudine e dell’amore con Primavera, estate, autunno, inverno…e ancora primavera e Ferro 3 di Kim Ki Duk e, parallelamente, le ossessioni riparatorie con la trilogia di Park Chan-Wook, Mr. Vendetta, Old Boy e Lady Vendetta (quest’ultimo nelle sale da giovedì).
Se nei film di Kim Ki Duk prevale il silenzio e vince il simbolismo, onirico ma non meno plausibile e toccante, volto a raffigurare i protagonisti come costantemente in bilico tra l’amore e il proprio dovere, tra l’amore e il nulla della propria natura, nella trilogia di Park Chan-Wook si viene catapultati in un mondo di violenza e distruzione che è impossibile respingere come eccessive e vaneggianti. Proprio per questo motivo, per la loro verosimiglianza, colpiscono allo stomaco e costringono lo spettatore a definire splendido un film che ti annienta la serata.
Il primo capitolo (in realtà i film sono assolutamente indipendenti l’uno dall’altro) sbalordisce poiché non consente di prendere le parti di nessuno dei due protagonisti, al tempo stesso vittime e carnefici, in un chiaro-scuro di rapporti che è talmente plausibile da non lasciare sopravvivere neppure una traccia di speranza. Old Boy, il secondo film, è una pellicola gotica, elegante e feroce, tratto da un fumetto giapponese e dallo sviluppo kafkiano. Anche qui la visione è totalmente pessimistica, ma l’indulgere del regista sulle scene di atroce violenza non indica un compiacimento né una sdrammatizzazione alla Tarantino, ma è la considerazione a tutto tondo della bruttezza e della ripugnanza della violenza, del male, della morte. Infine, Lady Vendetta è la violenza al femminile (curioso, peraltro, che nella lingua italiana sia violenza che vendetta siano, appunto, sostantivi femminili…): anche in questo caso, la protagonista è vittima di una ingiustizia cui reagirà con tenacia, determinazione e, ovviamente, l’appropriato make up.
Il filo conduttore di tutti i film è, quindi, la VENDETTA: sentimento drammatico e attualissimo, sintomatico di un mondo cosiddetto civilizzato che non ci consente di reagire con la naturale e dovuta proporzione alle ingiustizie e alle sopraffazioni che siamo costretti a subire. In Mr. Vendetta potrei dire che prevale la miseria delle singole storie sulla vendetta finale; in Old Boy la vendetta è compiuta senza il minimo cedimento psicologico e morale del protagonista, ma non gli verrà restituito nulla di quanto perduto, anzi…; in Lady Vendetta si percepisce il senso di colpa della protagonista, pur innocente, che non dimentica la responsabilità nei confronti degli uomini, sentimento tipico dell’animo femminile.

Starete male, ma ne vale la pena!


7 Comments:

At 10/1/06 1:34 pm, Blogger Tattamich said...

Ogni tanto questa donna mi spaventa...

 
At 10/1/06 8:47 pm, Blogger StarPitti said...

Questa donna ha spaventato i blogger del Capitano!

E ha fatto anche un'altra cosa: aprire la sezione post legata al Cinema, ovviamente l'ha fatto con uno stile tutto suo, con un genere tutto suo, con un lessico tutto suo. Ma di bello c'è che in un blog il "TUTTO SUO" diviene di Tutti.

Brava la Stelona che ha aperto il discorso; immagino che ben presto vedremo altri consigli e recensioni nel campo cinematografico.

;-*

 
At 11/1/06 3:03 pm, Blogger Buridone said...

Cari i miei steloni...vi spaventate proprio con niente...
Anche se a qualcuno è già venuta voglia di vedere uno di quei filmetti, temo di essermi dimenticata una conclusione indispensabile: in nessuna delle pellicole la vendetta paga. Non so esattamente se questo significhi - per il regista - che è meglio lasciar perdere, con il perdono o con l'oblio, o se, perso per perso, che almeno i cattivi paghino...
Dopo lungo pensare, la mia opinione personale è che ci sono persone portate per loro natura a nuocere al prossimo, e altre che non sarebbero in grado di farlo nemmeno se costrette. Le prime non conoscono il perdono, nemmeno quando viene loro concesso. Le seconde non conoscono il senso liberatorio della vendetta, poichè rispondono sempre alla loro coscienza e il senso della giustizia che le guida non consente eccezioni, neppure motivate.

 
At 12/1/06 9:23 am, Blogger Babba said...

.....mhhhhhh.....thinkng.......work in progress

 
At 12/1/06 5:02 pm, Blogger Black Paul said...

Ora sono spaventato pure io..

 
At 13/1/06 12:51 pm, Blogger Fedone said...

hola!gran bel post!mi ha stuziacato di brutto!appena ne avrò l'occasione mi procurerò il materiale e vi saprò dire!
cia cia cia

 
At 19/1/06 2:24 am, Blogger Marco said...

Mr Vendetta:
storia in cui il sussegguirsi degli eventi ha come denominatore comune la vendetta. Ognuno avrà la sua e ne subirà le conseguenze. Vendetta attesa e progettata nutrendosi del piacere di consumarla ma che alla fine, a mio avviso, manifesta la sua inutilità. Crudo, violento, esalta con il silenzio la sua verosomiglianza non allontanadosi mai dalle atrocità che l'uomo, al di fuori della pellicola, può compiere verso un suo simile. Ambiguo, turba e fa riflettere.

 

Post a Comment

<< Home