Wednesday, January 11, 2006

Jack Welch, signori miei passatemi il teRmine, uno con le p@lle !

Ci sono delle figure che lasciano il segno, un po tutti lo facciamo ogni giorno, nel bene e nel male.
Alcune di queste diventano martiri ed eroi, altre pur restando umane entrano in quel limbo chiamato LEGGENDA.
ve ne proporro' + di una di qui in avanti, una sorta di topic ciclico....comincero' con una favola dei giorni nostri.

Perche' parlare di Jack Welch, ma chissenefrega, direte voi...e io vi rispondo con i fatti.


Classe '35, laurea in ingegneria chimica seguita da master e dottorato...poi c'e' il solito problema: spedire il curriculum e cercare di che tirare avanti la carretta.
comincia la sua folgorante carriera mel 1960 alla GENERAL ELECTRICS di cui ne diviene vicepresidente nel 72 e successivamente amministratore delegato nel 81, carica che manterra' per 20 anni prima di ritirarsi nel 2001.

Il suo primo salario era di 10.500$, la finisce con 94 milioni e con una pensione - bhe alla fine la vita bisogna anche godersela - di 8 milioni all'anno (fonte wikipedia anche se a me sembrano troppi).

Come ha fatto: semplicemente premiando i migliori e sassando via gli inetti. ogni anno il buon Jack stilava una graduatoria di merito e se da un lato premiava con bonus e con opzioni sul pacchetto azionario il miglior 20% dei suoi manager, dall'altro licenziava il peggior 10%.........in 5 anni ha tagliato di un 25% il personale !!!! Politica suicida ? Magari qualcuno ha pensato di fargli la pelle......ma....rullo di tamburi: ha preso in mano una compagnia valutata 26 miliardi di paperdollari e la ha portata a quota 130. forse anche per questo quel giornaletto che e' la rivista FORTUNE lo ha semplicemente nominato....MANAGER DEL SECOLO ( apro una parentesi: come uomo d'affari del secolo e' stato scelto Henry Ford - Bill Gates si accontenta del secondo posto ). nessun altro amministratore delegato di nessuna altra compagnia, incluse The coca cola company e INTEL, ha creato -perdonatemi il termine ma in italiano non mi sovviene - "valore azionario" come JACK WELCH che metaforicamente parlando dice di aver diretto una compagnia con quasi 300000 dipendenti sparsi in 100 paesi cosi' come si amministra una drogheria.

Ne volete sapere di + ? ne volete ancora ? sta per uscire un suo libro dal titolo VINCERE! scritto a 4 mani con sua moglie (la terza ! ) io sono tentato di darci uno sguardo la prossima volta che passo in libreria. ci sono poi anche biografie, interviste e manuali per lo sviluppo della propria carriera.

Spero di non avervi annoiato !

Note storiche
lo sbuzzo per questo post e' nato dallo sfogliare oziosamente la rivista "il mondo" mentre mi sorseggiavo altrettanto oziosamente un martini all'UNO PIU'..... :-)

11 Comments:

At 12/1/06 8:48 pm, Blogger cyngioster said...

ciao Union, c...o non ci siamo neanche visti, acciderbolina ! ottimo il post, se non mi tradisce quel pò di memoria che mi rimane, il tipo è un discreto omone con capelli bianchi e mi pare quando se ne è andato dalla GE è venuto per un breve periodo in CDA FIAT o roba del genere.
Comunque direi "na bella cartola" per dirla alla missmaggia.
Scusate il posto eliminato ma al mio solito "a io fat dal casen !"
Un caro saluto a Union

 
At 12/1/06 11:42 pm, Blogger giuggio said...

toc toc scusi signor iunion gecc. sono la signora giuggio che ha fatto tanto casino di sopra... chiedevo se per caso posso dire delle robe su quello che ha scritto o se per caso farò delle altre fascine di casino anche qui... perchè sa... adesso ho imparato che prima è meglio chiedere.
i miei più sentiti ossequi alla regina, alla croce di san giorgio e al gin beefeater se le capita di incontrarli. so long.

 
At 13/1/06 3:01 am, Blogger Xbacco said...

ciao jack
leggendo il post avrei giurato di trovare qui nei commenti una bella virgola rossa sull'errore nel titolo ma forse i fumi del alcool anno annebbiato un pò l'occhio attento della nostra giuggiola.
prosit

 
At 13/1/06 10:33 am, Blogger Union-Jack said...

buongiorno a tutti dalla terra del fish and chips.

per Miss Giuggio, I beg your pardon Lady Giuggio, ogni critica costruttiva è bene accetta...ho scritto di un argomento che mi affascina ma di cui non sono ahime' competente (in soldoni potrei avere scritto anche delle panzane, in buona fede ovviamente)

per Cyngioster....ci facciamo una bevuta la prossima volta che torno. non so cosa ha fatto Jack dopo essere andato in pensione è probabilissimo che sia in 10-20 CDA almeno ! acciderbolina ci stava di postare la foto, ma hai fatto centro .

per Xbacco, il neologismo del titolo è dovuto al fatto di non voler essere il primo a inzaccherare il blog con le parolacce !

 
At 13/1/06 2:42 pm, Blogger giuggio said...

ma quali critiche costruttive: volevo solo dire che questo topic è talmente stimolante che mi mette addirittura in confusione circa il bandolo da cui cominciare.
quindi scelgo una riflessione sull'americanità e l'incanto/orrore che questa mi suscita.
miliardi di suggestioni positive controbilanciate da miliardaia di miliardate di suggestioni negative.
sapevo di questo personaggio ma non del libro VINCERE di mussoliniana memoria come titolo.
non so perchè, ma mi viene di pregarti di non leggerlo: temo che possa fare ancora più male dell'influenza aviaria.
domanda che apparentemente non c'entra: hai forse visto uno di questi film? A. Crash; B. A history of violence. C. Americani di David Mamet? no perchè ce ne sarebbe da dire...

Recensione del film Americani



Turpiloquio e linguaggio grossolano dominano oltre misura la denuncia dura e spietata contro la società americana, dei suoi metodi di selezioni brutali e della pressione psicologicamente esercitata sulle persone. La corsa alla competizione, è qui esemplata in maniera angosciante e con ciò gli stimoli da un lato (con premi o licenziamenti in tronco) e le paure dell'altro (il pane quotidiano, i mutui e i debiti, lo stress). Il paesaggio umano e finanziario circostante è dunque configurato da una irreversibile amoralità, che vede i più deboli sbranarsi per poi essere stritolati nella maratona verso il successo, penalizzando ogni altro valore

 
At 13/1/06 8:07 pm, Blogger Union-Jack said...

e come per magia la foto e' comparsa !!!!!! non ci posso credere !!!! ci deve essere un genio della lampada nei paraggi....dico bene Don ?

ciao giuggio, posso darti del tu ? passati 10 anni da quando ho finito le superiori non sono ancora capace di farlo con i miei ex-professori e qui si vocifera che tu possa essere parte della categoria.

ad ogni modo: io non sono di sicuro un esaltatore del sogno americano ( anche se i loro barbeque del fine settimana quando per 4 persone ti cucinano 50 kg di roba mi fanno venire l'acquolina in bocca......l'insalata di patate con l'aceto poi......un eco di una menoria passata ) anzi posso dire di avere un carissimo amico americano di cui proprio non condivido la visione delle cose....ma si sa una rondine non fa primavera.
non ho ancora visto nessuno dei film da te citati ma crash me lo dovrebbero prestare a breve e me ne hanno parlato bene.

ho proposto all'attenzione di tutti jack welch non perche' vorrei essere come lui ( si e' sposato 3 volte e la seconda moglie - guarda caso un avvocato - con un barbatrucco di accordo prematrimoniale di dindini se ne e' portata via soquanti ). avra' tanti soldi ma questo e' un problema suo non mio. per me e' un personaggio che ha del paradossale di quelli che ti aspetti in un libro piuttosto che nella realta'.

il libro lo vorrei sfogliare giusto per curiosita' se non per altro.

 
At 16/1/06 4:07 pm, Blogger giuggio said...

caro iunion capiamoci: preferisci che ti dia del lei? per quanto mi riguarda il voi va benissimo.
ti ho ben detto che il topic era di un interesse totale per me, quindi hai fatto benissimo a parlarne. è che concordo con te che l'america fa per certi versi spavento e che sotto il mito ormai classico, se vuoi anche ampiamente saccheggiato da cinema e letteratura, del selfmade man o dell'american dream ci stanno vermi molto cicciotelli. è solo a questo che mi riferivo. è vero sono una sporca insegnante, magari anche abbastanza di economia, e la mia esperienza di vita/conoscenza del sistema economico di riferimento è tale per cui non posso non guardare con sospetto a queste vite/carriere che tu giustamente definisci paradossali. leggi quindi il libro ma soprattutto vediti i film se puoi. quando avrai visto crash (analisi matura e completa del fallimento del melting pot come laboratorio di -mancata- integrazione razziale) se ti va ne riparliamo.
scettica06

 
At 18/1/06 6:55 pm, Blogger Union-Jack said...

alla faccia della integrazione....tu mi citi CRASH e il Capitano snocciola il post....qui necessita una discussione approfondita. tra i libri ed i film preferisco i primi perche' anche se + complicati da seguire necessitano quello sforzo in + che alla fine ti lascia qualcosa.

OT sicuramente il marcio di sti tempi lo si trova ovunque e comunque del tu va benissimo.

 
At 18/1/06 9:28 pm, Blogger giuggio said...

eh giecc come ammiro la tua sicurezza... io non so mai di preciso cosa preferire...
ma in particolare tra film e libri la gara è duriZZima. ma pensa poi i film che nascono da libri: ancora pezz! e un film tratto da un libro che hai amato moltizzimo e di cui hai immaginato facce luoghi e particolari mettendoci tutto te stesso/a? delirante...
pensa giusto a memorie di una geisha, o short cuts per l'appunto che è preso da carver, il minimalista americano, oppure (ecco che il mio cuoricino scoppia) alta fedeltà da high fidelity del mio adorato nick hornby... basta sono stremata da queste considerazioni bai

 
At 18/1/06 10:10 pm, Blogger StarPitti said...

Ho comprato Alta fedeltà poco prima di Natale e sta aspettando paziente il suo turno mentre mi sto trastullando con un libricino leggero leggero della giovane Kinsella....

Non è sullo shopping, però è divertente.

bai? poliglotta anche.....

 
At 22/1/06 4:59 pm, Blogger Union-Jack said...

purtroppo mi manca il tempo !!!!!
o meglio a comprare libri e impilarli non mi crea fatica.

altrimenti si che la mia lista di cose da fare/leggere/vedere potrerbbe anche seppur lentamente accorciarsi.....
invece sono in esilio e come se non bastasse pure schiavo del mio lavoro.

 

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