Thursday, April 13, 2006

Un po' d'amore...

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi nei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro


Nazim Hikmet

Da Poesie d'amore
Lettere dal carcere a Munevver - prigione di Bursa (Anatolia) - 1949

6 Comments:

At 17/4/06 2:21 am, Blogger NY152 said...

Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l'universo

Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un solo tuo sguardo

Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni

Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo

 
At 17/4/06 11:39 pm, Blogger giuggio said...

sempre a proposito di poesie straziantemente amorose di stefano benni, cari ny152 e buridone, sono certa che conoscerete l'altra sua famoserrima:
"La giraffa ha il cuore lontano dai pensieri.
Si è innamorata ieri e ancora non lo sa."
Non so perchè, ma mi è sempre sembrata così tenera...

Buona NON Pasqua a tutti.

 
At 18/4/06 5:47 pm, Blogger Buridone said...

IO ASSOMIGLIO PIU' AD UN ROSPO DAI PIEDI A VANGA...PER CUI QUANDO MI INNAMORO, PUR PARTENDO DAI PIEDI, ME NE ACCORGO SUBITO...

 
At 21/4/06 2:35 pm, Blogger Shopgirl said...

Non c'entra molto: è solo un altro modo di vedere l'amore. Quello che passa dall'oro al colore dell'argento. Quello vero, che dura tutta la vita!

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

 
At 22/4/06 12:15 am, Blogger giuggio said...

montale.
bellissimo. eterno. essenzialmente imperituro nella fantastica capacità di essere semplice della semplicità della perfezione anche nel celebrare l'assoluto di tutti i giorni.
questa poesia è tra le cose migliori che si possano amare.

prima di addormentarmi sogno sempre che mi sia data la possibilità di scendere, appoggiata al braccio, più scale di quante ne abbia scese lui. per ora se dio vuole ce la sto facendo.

auguro la stessa cosa a chiunque legga.

OT: un grande abbraccio tettoso a buridone.

 
At 27/4/06 3:19 pm, Blogger Buridone said...

NIENTE DI MEGLIO DEL PERDERSI IN UN ABBRACCIO DA QUARTA!!!
RICAMBIO, DI SECONDA, MA NON PER QUESTO MENO AFFETTUOSA!

 

Post a Comment

<< Home