Monday, March 19, 2007

L'Italia spiegata a mio Nonno

"La Crisi di un Paese vecchio sulle spalle delle nuove generazioni"


Mi imbatto, tra i vari feed raccolti in G.reader, in un post di Zeusnews riguardante una pubblicazione che mi fa piacere citare e che sto leggendo nei ritagli di tempo; mi incuriosisco, leggo e purtroppo mi ritrovo a provare quel vago e indistinto senso di impotenza, quel famigerato MALESSERE giovanile di cui "tanto" si parla. Ma chi ne parla? I nostri politici affannati nel rastrellamento dei voti, coetanei di Mosè, che non hanno nessun interesse a curarsi della condizione dei giovani in un Paese dove domina la Terza Età.
Consolante sapere, da una conversazioni sull'argomento avuta qualche sera fa, che della classe dirigente italiana i politici rappresentano la parte giovane.
In effetti non è una novità che i nostri Manager si riciclano; questa strana razza di umani si accoppiano solo tra loro dando vita ad una generazione di vecchi che dimostrano tutte le malattie genetiche di una casta chiusa e bigotta. Persone dotate dell'ubicuità direzionale che vivono una sola vita ma dirigono più società godendo della loro fama ancestrale ormai ingiustificata.

E tutti quelli che si affacciano nel mondo del lavoro che fanno? Guardano e si chiedono quando arriverà l'occasione per fare meglio, quando si potrà dire "... è fatica lavorare ma almeno ho dei risultati e ne traggo il giusto riconoscimento."

Putroppo non è così, e mi spiace dare ragione al mio interlocutore dell'altra sera che "afferma" che paga di più fare lo stupido. Quindi vale la pena di spendere a pieno tutte le capacità di cui si è dotati? Meglio fare gli stupidi e vivere nell'attesa che qualcosa cambi?

Mi piacerebbe dire: "Non sono d'accordo!" ...ma ormai questo è lo stile di vita dei giovane d'oggi. Peccato...

L’Italia spiegata a mio nonno” è un saggio-pamphlet, una sorta di saggio-rap che parla della condizione dei giovani italiani, di quelli dai 25 ai 35 anni, di quelli che si affacciano al lavoro, alla vita adulta e indipendente.
O, perlomeno, che vorrebbero farlo.
“L’Italia spiegata a mio nonno” ci racconta perché questa generazione non ha la possibilità di diventare adulta.

Mammoni, pigri, rammolliti, così i giovani sono dipinti dai media e dagli adulti e anziani che hanno cominciato a lavorare in altre epoche.
La nostra Repubblica è coetanea di quelli che ci governano, di quelli che scrivono sui giornali, che ci insegnano nelle università, di quelli che siedono nei C.d.A. che contano.
E questa Repubblica sessantenne, che sia avvia alla terza età, si appoggia sulle spalle dei giovani, dei figli del consumismo e delle conquiste del passato, i figli del progresso sociale delle famiglie italiane, dell’onda lunga del benessere scaturito dalla ricostruzione post bellica. Per tutti questi giovani però il meccanismo del progresso sociale sembra essersi inceppato. Perchè un bel giorno l’epoca della crescita è finita. E da 15 anni viviamo in una crisi permanente. Una crisi che i giovani vivono e sperimentano quotidianamente, in un mondo sempre più selvaggio, in cui vige la legge del più forte e, spesso, del più furbo.

Ma “L’Italia spiegata a mio nonno” non tratta di questo, altri hanno già descritto la quotidianità stentata, il senso di impotenza, il futuro negato di chi è precario.


Di Federico Mello (bolognese) con prefazione di Enrico Brizzi.

18 Comments:

At 20/3/07 5:16 pm, Blogger Buridone said...

RAGAZZI, CHE TRISTEZZA...

CONOSCO PERSONALMENTE E PARENTALMENTE QUELLO CHE DICE CHE PAGA DI PIU' FARE LO STUPIDO E SO PER CERTO CHE ASPETTA SEMPRE DI ESSERE SMENTITO E CHE PROVA QUOTIDIANAMENTE A DIMOSTRARE CHE E' VERO IL CONTRARIO. LUI, A TITOLO DI ESEMPIO, A NEMMENO TRENT'ANNI ERA GIA' DIRIGENTE DI COOPERATIVA E LAVORA FIANCO A FIANCO CON LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI, PROVINCIALI E REGIONALI ED E' POSSEDUTO DALL'OTTIMISMO DI CHI SA CHE L'ETA' NON CONTA O, ALMENO, NON DOVREBBE CONTARE. MA, NARRANO, NON C'E' VOLTA CHE, NEL PRESENTARLO AD UNA QUALCHE MEGA RIUNIONE O VERTICE O SUMMIT, NON SI RIVOLGANO A LUI CON "IL RAGAZZO"...SMETTETELA PER FAVORE! SEMBRA IMBERBE, MA HA 33 ANNI, CIOE' è ADULTO. A 33 C'è STATO CHI HA FATTO COSE DI CUI SI PARLA ANCORA OGGI DOPO SECOLI...
PERCHè SI DEVE REVERENZA E OSSEQUIO A CHI SUPERA I 50 PER UN FATTORE SQUISITAMENTE ANAGRAFICO E NEMMENO UN BRICIOLO DI RICONOSCIMENTO A CHI è ARRIVATO, MAGARI PRIMA DI ALTRI, AD OTTIMI TRAGUARDI?
CI SONO ANCHE PERSONE, E PURE QUI TESTIMONIO PER CERTO, CHE NON RIESCONO NEMMENO AD OTTENERE COLLOQUI DI LAVORO PER POSTI DIRIGENZIALI SOLO PERCHE' LA DATA DI NASCITA è TROPPO RECENTE...
RIPETO, CHE TRISTEZZA!

 
At 21/3/07 12:12 am, Blogger Ambisinistro said...

L'italia (con la "i" minuscola) era e rimane il paese delle pensioni con 19 anni 6 mesi e 1 giorno di contributi... Fateci caso. L'età pensionabile (per i comuni mortali) continua ad alzarsi, ma l'età effettiva in cui si comincia a guadagnare molto e a non fare un ca..o (perchè si sfruttano i giovani sottopagati) è rimasta la stessa. I giovani sgobbano con contratti CO.CO.PRO, stage, formazione lavoro (i più fortunati con il tempo determinato) e magari hanno competenze e titoli di studio. Chi guadagna, nella grande maggioranza dei casi, sono ignoranti con la terza media che, per anzianità, hanno ottenuto lo status di capi e non fanno un ca..o dalla mattina alla sera. Guardate le amministrazioni pubbliche, che se vogliono produrre qualcosa devono ricorrere ai "consulenti", anch'essi sottopagati, quando al loro interno ci sono fior di dirigenti con stipendi da favola percepiti per scaricare il barile su qualcun altro...

O no?

 
At 21/3/07 10:17 am, Blogger StarPitti said...

Purtroppo è così.

Se andiamo a spulciare i CDA delle varie aziende leader del mercato in Italia, non faremo altro che scorrere nomi celebri, o personaggi occulti che si ripetono all'infinito, "esseri" che assumono le presidenze "straordinarie" in momenti di crisi quali i vari Cimoli, i Rossi.... e altri meno famosi, sostenuti da interessi politici e da faccendieri collegati alle banche, (i Ricucci, in ultimo ma non meno importante Coppola.....) e sono tutti figli di un unico sistema viziato.

E' una catena che si rispercuote fino ai livelli più bassi, fino ai giovani. Ecco che torniamo al discorso iniziale.

Cliccate il link al titolo e scaricate il pdf, basta scorrere la prefazione di Brizzi che incazzarsi ancora di più.... che spreco di risorse. Buttare via generazioni è veramente uno delitto.

Per riprendere il discorso del Buri....l'ingerenza dovuta all'età non merita rispetto. Dimostra la pochezza della persona che ne fa uso, per questo ogni tanto qualche M. Douglas che gira per la città con il fucile a pompa (un giorno di ordinaria follia) servirebbe. Lui non guardava in faccia a nessuno.


*pitti

 
At 22/3/07 10:45 pm, Blogger Tattamich said...

torno a commentare dopo molto tempo troppo tempo un argomento che anch'io come tutti voi "giovani" lavoratori vivo e sopravvivo

sono d'accordo con ambisinistro quando cita forme di sfruttamento legalizzato quali le varie forme di contratto a progetto o tempo determinato a titolo di esempio di discriminazione anagrafica ma mi permetto di aggiungere che la situazione è ben più grave dal momento che se fosse limitata a questi casi si potrebbe pensare che sia la diretta conseguenza di una legislazione sbagliata o di una sua errata interpretazione e quindi in quanto tale una condizione modificabile

invece no perchè con le dovute proporzioni nella stessa condizione si ritrova chi ha un contratto a tempo indeterminato con ruoli di responsabilità magari quadro o dirigente cui è preclusa una qualche forma di sbocco professionale in ragione dell'assenza di seniority sufficiente

avete mai letto un annuncio di lavoro che non citi un'età di sbarramento per la presentazione della candidatura?

nessuno che si ponga mai il problema di che cosa abbia fatto chi deve rispondere a quell'annuncio ma soprattutto di come lo abbia fatto prima del raggiungimento della fatidica età?

anche questo argomento ho il sospetto sia l'ennesima manifestazione della medocrità del quanto a dispetto della qualità del come

probabilmente questo commento è un off topic ma va bene così

bonne nuit

 
At 23/3/07 5:04 pm, Blogger Buridone said...

non è off topic, ma è quasi incomprensibile...essendo completamente privo di punteggiatura, come hai deciso di fare da un po' con le tue corrispondenze...

questo sì che è off topic!

 
At 23/3/07 8:12 pm, Blogger StarPitti said...

MOOOOOOO, (virgola) MAAAAMAH! (punto esclamativo)

 
At 25/3/07 1:20 pm, Blogger Union-Jack said...

in effetti bisogna montare la tenda ad ossigeno prima di iniziare a legggere.

confesso la mia totale ignoranza, ma mi sorge un dubbio: non è che il settore privato (contrariamente dal pubblico, ove di porchette se ne fanno a mio avviso molte di + e dove licenziare qualcuno è praticamente impossibile) voule semplicemente avere "personale qualificato" ? Badate bene, so bene che eta' anagrafica e qualifiche professionali non sono necessariamente sinonimi ma penso siano una buona approssimazione o no ?

PS lo spunto ha come sottofondo gli STADIO con "canzoni per parrucchiere"..mitici

 
At 26/3/07 10:35 am, Blogger Black Paul said...

Tatta ha detto: nessuno che si ponga mai il problema di che cosa abbia fatto chi deve rispondere a quell'annuncio ma soprattutto di come lo abbia fatto prima del raggiungimento della fatidica età?

E io quoto in pieno. Non avrei trovato parole migliori per descrivere quello che penso e sopratutto il mio percorso pseudo formativo.

divagando: spesso mi sento dire da persone molto più vecchie di me di non buttare via il mio tempo in cose che non daranno frutti (passioni, hobbies, interessi ecc..) perchè il giorno in cui vorrò farmi un "posizione" non saranno valutati.
Inizio ad aver paura, visto l'andazzo, che questi abbiano ragione, che il mio investimento di tempo sia veramente sprecato.
Io penso sempre che tutte le cose che ho fatto da quando ho iniziaro a capire qualche cosa siano mirate ad una crescita personale, culturale, sociale.. in soldoni: io non sarei così se non avessi "buttato" tutto quel tempo.
Forse mi sarei laureato l'anno scorso, forse già lavorerei stabilmente... forse forse..
Sarò uno di quelli che si dovrà scontrare con la realtà dei fatti e sentirsi dire: lei è troppo vechio/giovane per questo incarico?!?!

Il giorno in cui me lo diranno saprò che non hanno valutato me ma la mia carta d'identità.

chiudo quì perchè altrimenti m'incxxxx.

 
At 27/3/07 9:54 am, Blogger missmaggia said...

This comment has been removed by the author.

 
At 27/3/07 9:56 am, Blogger missmaggia said...

Cari ragazzi...la realtà purtroppo è davvero drammatica e non destinata a migliorare,
Viviamo e cerchiamo di sopravvivere in una società
dove vanno avanti i 'figli di'....
dove lo stipendio (???? parola ormai da decurtare dal dizionario)massimo cui uno possa aspirare è pari a 1.500Euro...
dove la qualità professionale tende al più bieco ribasso al solo fine di incrementare la propria clientela....
dove la sottoscritta lavora per quel settore pubblico così deprecato, inquadrata come collaboratore esterno, senza alcuna possibilità di assunzione ma con una voglia smisurata di lavorare bene e in tranquillità...

Questa è la società creata e plasmata dai nostri genitori, una società che non ha alcuna fiducia nei giovani e nelle loro potenzialità, una società che lentamente invecchia senza investire su se stessa.

 
At 27/3/07 9:59 pm, Blogger Ambisinistro said...

Concordo pienamente con le parole di Missmaggia.

 
At 29/3/07 7:05 pm, Blogger Tattamich said...

mi scuso ma chi mi vorrà leggermi d'ora in avanti lo dovrà fare così

union-jack ha ragione ma l'approssimazione che lui cita così comune oggi è l'ennesima manifestazione di carenza di professionalità in questo caso tipica di coloro che operano nel mondo della selezione del personale

cosa lo dimostra? bè ad esempio la testimonianza di chi come il sottoscritto nel mondo del lavoro d a più di un lustro può garantire di avere incontrato conosciuto e anche solo incrociato molte più affermate anziane teste di cxxxo di giovani intelligenti competenti formati professionisti

 
At 29/3/07 7:08 pm, Blogger StarPitti said...

IDEM

 
At 29/3/07 7:47 pm, Blogger Union-Jack said...

in effetti vorrei sottolineare che il curriculum ti procura il colloquio mentre per ottenere il lavoro il colloquio bisogna passarlo...io invece purtroppo conosco molti giovani "teste di manzo" (qui a milano c'e' l'imbarazzo della scelta) che quando non trovano il posto danno la colpa a chi li intervista, perche' hanno un CV di tutto rispetto ergo meritano il posto....io ci ho parlato.....non mettono 5 parole a senso in fila!

quaesto a sottolineare solo che tutte le medaglie hanno 2 facce....è solo questione di punti i vista.

 
At 29/3/07 8:41 pm, Blogger Ambisinistro said...

Mi riallaccio ad Union-Jack. Vi siete accorti che la riforma dell'università ha portato si la laurea a tutti, ma che ha sfornato una masnada di incompetenti che sono in concorrenza diretta con chi il proprio lavoro lo conosce sul serio? Vi siete accorti, che, come dice Union-Jack, nel momento che la selezione entra nel vivo, i selezionatori si devono strappare i pochi capelli rimasti (come nel mio caso...)? Apparentemente, questo dovrebbe agevolare chi le cose le sa davvero, ma in realtà abbassa solamente il prezzo di mercato e la fiducia nei giovani.

Non a caso, gli stipendi italiani sono trai i più bassi di europa... (notizia fresca fresca di oggi, ma, diciamo, ce n'eravamo già accorti.)

 
At 31/3/07 2:26 pm, Blogger Black Paul said...

ambisinistro dice:
[...] Vi siete accorti che la riforma dell'università ha portato si la laurea a tutti, ma che ha sfornato una masnada di incompetenti che sono in concorrenza diretta con chi il proprio lavoro lo conosce sul serio? [...]

Sapevo che prima o poi sarebbe saltato fuori. Mi dispiaccio del fatto che ci siano parecchie persone che la pensano a questo modo, putroppo in buona sostanza hanno ragione, ma fare di tutta l'erba un fascio è troppo facile e sbrigativo, non siamo tutti così. Le vecchie teste di caxxo a cui fa riferimento il Tatta penso siano frutto del loro sistema universitario e non di questo laureatutto (volendo valutare e confrontare due generazioni solo sul piano dell'istruzione superiore di grado elevato). Questa parte del discorso meriterebbe però altro spazio e altro argomento in background, altrimenti risulta OT.

[...]Vi siete accorti, che, come dice Union-Jack, nel momento che la selezione entra nel vivo, i selezionatori si devono strappare i pochi capelli rimasti (come nel mio caso...)? Apparentemente, questo dovrebbe agevolare chi le cose le sa davvero, ma in realtà abbassa solamente il prezzo di mercato e la fiducia nei giovani. [...]

su questo, in parte concordo.

 
At 1/4/07 11:15 am, Blogger Ambisinistro said...

Black Paul, non voglio dire che questa è una giustificazione per pagare poco i giovani. Quello che voglio dire è che le regole, anche nel mondo universitario, le fanno i vecchi e che noi giovani troppo spesso ci cadiamo. Quando ci dicono che siamo bravi perchè prendiamo 30 e lode all'esame su un programma che dovrebbe essere la metà di quello del passato, ma che sempre più spesso tratta meno di un terzo della materia, noi ci convinciamo che sia vero. Non ci viene il dubbio che superare un esame senza fare fatica significa che quell'esame non è poi così selettivo e che la materia forse non è stata approfondita abbastanza. Pensiamo: "cavolo, ho preso 30 (28, 26) c'è chi ha preso 18 o anche meno, allora sono bravo, sto facendo abbastanza, chi me lo fa fare di rompermi il culo di più...". Ci stanno ingannando, bisogna che ne rendiamo conto. E ci stanno ingannando per poi ricattarci con i motivi che ho descritto nel commento precedente. Questa non è la teoria del complotto. Te lo dicono in faccia a chiare lettere che è così...

 
At 31/10/08 1:52 pm, Blogger citroglicerina said...

mi fa piacere e tristezza (dato le tante situazioni comuni) trovare tanti commenti e storia su questo libro.

siamo tutti nella stessa barca, andare avanti giorno per giorno o inseguire i sogni...mi sa di no! la realtà ci ferma sulla soglia della fantasia!
mello è bravo: l'abbiamo intervistato su showfarm.com con una skipe interview!
in bocca al lupo a tutti!

 

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